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LA TUA VETRINA NELL’ERA DI INTERNET: PARLA IL GRAPHIC DESIGNER FAUSTO MORINI

Il linguaggio dei social è in continua evoluzione e stare dietro a tale trasformazione, che si rivela ogni giorno più rapida, diventa sempre più un lavoro articolato e ricco di regole da scoprire e da studiare. Dopo la pandemia ho notato come i social abbiano avuto un cambiamento radicale in ottica di strategie marketing, cura dell’immagine e ricerca di nuovi clienti. Tali fattori si basano su principi fondamentali e uno di questi e senza dubbio la definizione un’immagine identificativa, che riesca a navigare tra le acque di internet.

Proprio per questo motivo, quando ho percepito che era arrivato il momento di creare un logo che descrivesse il mio pensiero, mi sono affidato al prezioso lavoro di un Graphic Designer: Fausto Morini.

  • Buongiorno Fausto, intanto ti ringrazio tantissimo per avermi concesso quest’intervista. Allora, oggi entro in un mondo a me poco conosciuto, ma sicuramente affascinante, quindi inizierei con il chiederti: quando parliamo di Graphic Design, di cosa parliamo esattamente?

Buongiorno Enrico, è un piacere per me in primis, per l’amicizia che ci lega fin da quando eravamo bambini. E poi, diciamocelo, è bello poter parlare del proprio lavoro quando si ha la fortuna di farlo, anche, per passione.

Quando parliamo di Graphic Design ci riferiamo principalmente a un progetto grafico nato da una serie di fattori: incontri con il cliente che ci commissiona il lavoro; un’analisi mirata sulle modalità di lavoro da svolgere per quel determinato progetto; infine, ma non meno importante, un’approfondita ricerca sul prodotto che si vuole avere a fine lavoro e sui competitors, mantenendoci sempre concentrati su una sana ispirazione suscitata dal mercato attuale.

Terminata questa prima fase del lavoro, abbiamo i due punti fondamentali: le esigenze del cliente e le tendenze del mercato, per cui inizia la progettazione vera e propria che viene presentata al cliente.

Se il cliente è soddisfatto si passa alla fase esecutiva altrimenti si fa un passo indietro per ricercare nuove elaborazioni.

Se mi permetti una piccola parentesi: il consiglio che io mi sento di dare ogni volta che arriva un cliente è quello di non iniziare mai un Brief pensando solo a quello che si vuole per gusto personale, bensì guardando anche, e soprattutto, il mercato.

  • A volte capita di ritrovarci a fare un lavoro che ci piace tantissimo, ma che mai ci saremo sognati di fare. Tu hai sempre sentito di lavorare in quest’ambito?

Bella domanda. Oggi ti posso rispondere con le parole di una canzone RAP di Amir Issaa, “Vivo per questo”

Vivo per questo e parte di me stesso

Non posso immaginarmi in un mondo diverso

Io non l’ho scelto è lui che mi ha scelto

Mi basta questo per portargli rispetto

  • Io ho avuto a che fare con il tuo lavoro, per la prima volta, quest’anno e colgo l’occasione per farti i miei complimenti riguardo al bellissimo logo che mi hai creato. Ma esattamente, dietro quei colori, quelle forme e quei caratteri, quanto e che tipo di lavoro c’è?

In questo caso è una delle poche volte in cui il logo non si adatta al mercato, ma alle esigenze del cliente, nella fattispecie un autore di romanzi. In questo caso, però, c’è un motivo a monte: il logo deve raccontare, grazie a un solo sguardo, il pensiero dello scrittore che si concentra sull’amore per le montagne disegnato con un tono anni 80 e 90.

  • Io ti conosco fin da quando eravamo bambini e ho sempre visto il tuo amore per il disegno e il muralismo. Quanto ha influito, e influisce tutt’oggi, questa tua passione nel lavoro?

Il mondo dei graffiti è parte fondamentale della mia vita quotidiana e del mio lavoro. Ti dico solo che per anni ho deciso di smettere con i murales per dedicarmi interamente al mondo della grafica; sono stati anni belli in cui ho lavorato tanto, ma sentivo che mancava qualcosa dentro di me, infatti guadavo le mie creazioni grafiche e le vedevo come dei lavori standard, fermi e prive di idee originali. A quel punto i graffiti sono tornati prepotentemente nella mia vita. È come se avessero deciso loro di ripresentarsi. Da lì è iniziata una nuova fase della mia vita: eseguivo graffiti su commissione, mi esibivo dando mostra di questa meravigliosa arte e in tutto ciò mi sentivo nuovamente vivo, ma soprattutto creativo.

Oggi, oltre a creare murales, dipingo e infatti sto progettando di aprire un nuovo studio, con più postazioni, in modo da dedicarmi all’arte della pittura, oltre che a quella dei graffiti.

  • I clienti che vivi quotidianamente, hanno tutti le idee chiare su cosa faccia esattamente un grafico e su tutto il lavoro che c’è da fare per creare un logo?

A questa domanda devo risponderti ‘no’. La maggior parte dei clienti che vengono da me per commissionare il lavoro, iniziano la loro richiesta usando le parole: “Io voglio che il mio logo sia così”. Per quanto sia normale e anche giusto desiderare che un qualcosa di mio abbia le caratteristiche dei miei sogni, parlando di loghi, che poi andranno a competere nell’infinita arena del mercato, l’approccio del “voglio che sia così” è purtroppo sbagliato. E il motivo è semplicissimo.

Se tu hai un’azienda e vuoi creare il logo che la rappresenti, quel logo deve comunicare al cliente nel miglior modo possibile fino ad attrarlo e invitarlo a visitare la tua azienda. Quindi, in poche parole, il logo avrà sicuramente qualche aspetto che rispecchia te stesso, ma allo stesso tempo non deve poi diventare incomprensibile per il mercato.

In tanti pensano che il logo sia un disegnino che richiede solo 5 minuti di tempo, ma non è così. La creazione di un logo ha delle regole di costruzione ben precise, prevede un manuale d’uso e dei canoni di utilizzo da rispettare.

Ringrazio Fausto per il tempo che mi ha dedicato e lascio a voi l’appuntamento alla prossima intervista.

Enrico

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