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TRA FIENILI E PICCOLE BAITE, LA FAMIGLIA ROSSI APRE LE PORTE DELLA SUA CASA SENZA TEMPO: IL RIFUGIO FUCIADE

La Val di Fassa è ricca di bellissimi paesaggi e incantevoli sentieri, ma la passeggiata più suggestiva di tutta la valle è sicuramente quella che, partendo dal Passo San Pellegrino, porta al Rifugio Fuciade. La prima volta che visitai il rifugio rimasi assorto dalla sua bellezza: abbracciato dalla catena del Costabella, sorvegliato dalla Cima dell’Uomo e protetto da sua maestà la Marmolada, questo magico rifugio offre una vista mozzafiato sulle Pale di San Martino e sul Col Margherita. Ma il Rifugio Fuciade è anche sinonimo di ospitalità, eccellente cucina, relax e familiarità.

Per questo motivo ho fatto i salti di gioia quando Emanuela e Sergio Rossi, gestori del rifugio, hanno accettato di rispondere alle domande che sognavo, da tempo, di porre loro.

  • Buongiorno Emanuela e Sergio, intanto permettetemi di ringraziarvi tantissimo per avermi concesso questa bellissima intervista. Per me è un vero onore. Ci troviamo in quello che, secondo me, è il posto più suggestivo di tutta la Val di Fassa, e uno dei più belli delle Dolomiti: Fuciade. Come e quando siete arrivati qui?

Io e Sergio ci siamo sposati a maggio del 1983 e a giugno abbiamo aperto il rifugio, dando inizio alla nostra vita in questo posto, inizialmente con poche risorse ma ricchi di speranze.

  • Gestire un rifugio in alta quota, al cospetto di nobili montagne come le Dolomiti, è senza ombra di dubbio un’esperienza affascinante, ma credo che non sia altrettanto semplice e né, tanto meno, un’esperienza priva di difficoltà. Mi riferisco ai problemi quotidiani che si verificano nelle nostre case e quindi chiedo: vi è mai capitato, ad esempio, di improvvisarvi falegnami, elettricisti, idraulici?

Certo e lo abbiamo fatto sin da subito. Bisogna partire dalla premessa che, appena arrivati qui, mancava l’energia elettrica quindi, come frigorifero utilizzavamo il ruscello che scorre qui vicino; di conseguenza, per cucinare, usavamo il gas delle bombole e, ovviamente, la legna per accendere il fuoco.

Anno dopo anno abbiamo cercato di apportare sempre più migliorie: nel 1988, per esempio, siamo riusciti ad avere una concessione per una turbina d’acqua che forniva 14 kw di corrente.

Tra il 1990-91, poi, abbiamo eseguito il primo importante intervento in rifugio. Per l’occasione dell’apertura invernale, abbiamo installato una caldaia e il telefono attraverso un ponte radio (tutt’oggi funziona così). In quegli stessi anni il rifugio è diventata la nostra casa, non solo per me e Sergio ma anche per Martino, Manolo e Nicole, i nostri tre figli.

  • Il Rifugio Fuciade, proprio perché è cresciuto in questi anni, è ormai un punto di riferimento per escursionisti, sciatori e turisti di ogni genere. Sono sicuro che anche la clientela, ai vostri occhi, sia cambiata. È più o meno esigente rispetto agli anni passati?

Tengo a dire che stimiamo molto i nostri clienti, nonchè ospiti. Siamo cresciuti grazie a loro e, soprattutto, grazie alla loro fedeltà.

Le esigenze sono aumentate senza dubbio e noi facciamo il possibile, impegnandoci moltissimo, per poter accontentare tutte le richieste. Purtroppo però, alcune persone, non sempre comprendono le difficoltà di gestione di un rifugio di montagna. A tal proposito apro una parentesi: rimaniamo molto delusi quando riceviamo critiche gratuite attraverso le recensioni e questo non è un modo per dire che non amiamo le critiche, anzi. D’altro canto, però, io sono sempre presente e disponibile ad ascoltare qualsiasi tipo di lamentela, per cui preferirei risolvere di persona tutte le eventuali problematiche che ne derivano.  Tuttavia, alcune persone preferiscono sfogarsi dietro un computer definendoci, citiamo una delle ultime recensioni, dei “tritaturisti”.

Chiudo questa parentesi aggiungendo che se negli anni il nostro rifugio si è fatto grande in qualità, il merito e il valore va condiviso con quanti, qui al Fuciade, hanno lavorato, costruito e vissuto con noi il buono e cattivo tempo, così come hanno condiviso le corse, le fatiche, i sacrifici e le gioie. Si tratta di persone che collaborano con noi da oltre 20 anni.

  • Adesso una curiosità ironica: considerando che ci troviamo in un rifugio di montagna molto famoso, tra tutte le persone che avete conosciuto, vi sono mai capitate richieste stravaganti o comunque insolite per il contesto in cui ci troviamo?

Tutti i giorni arrivano richieste insolite e ormai non ci sorprendiamo in quanto, come anticipato precedentemente, le richieste sono sempre più esigenti.

  • Passiamo un’altra area del Rifugio Fuciade: la cucina. Questa dimensione è in continua evoluzione, mantenendo sempre ben salda l’appartenenza alla tradizione e all’origine dei piatti tipici. È sicuramente frutto del lavoro accurato che porta avanti vostro figlio Martino, nonché chef del rifugio, quindi chiedo a lui: come si fa a rendere innovativa la cucina di un rifugio alpino, senza però farle perdere l’anima “montanara” che le appartiene?

Cerco di aggiornarmi quotidianamente, frequentando corsi di aggiornamento, e documentandomi attraverso riviste e web. Spesso mi confronto con i colleghi e non smetto mai di pensare a come potrebbe essere il prossimo piatto o il menù.

E poi è importante valorizzare i prodotti del territorio perché sono quelli che mantengono ben saldo il filo conduttore tra passato e futuro.

Martino.

  • Martino: qual è il piatto che più rispecchia la sua personalità? E quello che invece, ogni volta che lo prepara, le evoca ricordi a cui è particolarmente legato?

Il piatto che rispecchia maggiormente la mia personalità è “ciajoncie” ripieni di pere selvatiche e fichi, papavero e cannella. Un piatto semplice ma, allo stesso tempo, particolare nel gusto: dolce e salato, speziato e tradizionale, e con delle note provenienti da paesi lontani.

Il piatto che, invece, rievoca in me ricordi del passato è la zuppa d’orzo. Ho imparato a prepararlo da mio padre che ha sua volta ha imparato da mia nonna, sua madre.

  • Un’ultima domanda sempre rivolta a Martino: a me piace molto accostare i miei piatti preferiti a delle canzoni, nel mio caso, rock. Che tipo di musica, o quali artisti musicali, accosterebbe alla sua cucina?

Accosterei i miei piatti alla musica di Zucchero. La trovo contemporanea in quanto spazia dal pop al blues, con note soul e rock.

Martino

  • Torniamo a Emanuela e Sergio: in tutti questi anni anche la montagna è sicuramente cambiata e la crisi climatica che stiamo vivendo è la principale responsabile. A tal riguardo si parla sempre più spesso di ricercare un turismo sostenibile, che non sia più “consumatore” di una montagna in sofferenza. Ma sarà davvero possibile, secondo voi, adeguarci alle richieste della natura e delle nostre amate montagne?

Qui tocchiamo un tasto dolente. A volte manca un’educazione di base e una certa sensibilità che portino a mantenere intatto il più possibile il territorio (noi trascorriamo ore a raccogliere l’immondizia e a smistarla nonostante ci siano gli appositi contenitori per differenziarla).

Cecando di rispondere alla sua domanda: noi proviamo a indirizzare il cliente a coltivare un amore profondo per il territorio fornendo semplici, ma preziosi consigli, per esempio:

non dimenticare i rubinetti aperti nei bagni,

differenziare la spazzatura,

non gettare rifiuti e, soprattutto, mozziconi di sigaretta a terra.

Ci teniamo comunque a precisare che non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, ci sono, infatti e per fortuna, molte persone attente all’ambiente che vive intorno a noi.

  • Un’ultima domanda. Che consigli dareste ai giovani, sempre più numerosi, che desiderano intraprendere la vita da rifugista?

Amare e rispettare la montagna, in primis, e poi nutrire un forte spirito di adattamento e pazienza in quanto si tratta di un sogno a cui si dedica la vita.

Grazie infinite per il tempo che mi avete dedicato, ci rivedremo senza dubbio quest’inverno, al Rifugio Fuciade.

Enrico

3 commenti su “TRA FIENILI E PICCOLE BAITE, LA FAMIGLIA ROSSI APRE LE PORTE DELLA SUA CASA SENZA TEMPO: IL RIFUGIO FUCIADE”

  1. Loro del Fuciade semplicemente fantastici li conosco da 15 anni…… è un posto magico e tutti loro di conquistano❤️

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