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VIVERE ABBRACCIATI DALLE DOLOMITI, A DIRETTO CONTATTO CON LA NATURA

Quante volte, dopo una giornata difficile al lavoro, oppure dopo esserci lasciati trasportare dalla nostra immaginazione, abbiamo elaborato nella nostra mente il pensiero Mollo la città e vado Aa vivere lontano da tutto e da tutti?

Credo che sia capitato a ognuno di noi ma, si sa, viaggiare con la fantasia è bellissimo e semplicissimo. Proiettare quei sogni nella realtà è, poi, il passo più difficile da fare, in termini di coraggio e di praticità.

Da quando ho lasciato che la mia scrittura mi portasse tra le montagne più belle del mondo, ho conosciuto tante bellissime persone, protagoniste di scelte di vita, di lavoro e di amore per quei luoghi che, molti di noi, conoscono solo come scenari presenti nelle favole. Tra loro ci sono Martina e Maurizio, due ragazzi semplici, genuini, e ovviamente innamorati delle Dolomiti, che un giorno hanno deciso di lasciare la vita “comoda” e di trasferirsi in una baita, a circa 2000 metri di quota, in un luogo da favola e abbracciati dalle vette più suggestive al mondo: la conca di Fuciade.

  • Buongiorno Martina e Maurizio, intanto grazie mille per l’intervista. Ci tenevo a fare questa chiacchierata perché vivete in un posto a me molto caro: la conca di Fuciade. Come è nata l’idea, o forse sarebbe corretto dire il sogno, di vivere in un luogo così bello, ma allo stesso tempo particolare?

Martina:

Buongiorno a te Enrico, è un piacere anche per noi poterti dedicare del tempo; a questa domanda ti rispondo io…  L’idea di vivere a Fuciade è nata qualche anno fa. Occorre, però, fare una premessa: Maurizio è originario di Moena. Io, invece, ho sempre vissuto sul lago di Como per poi trasferirmi a Roma per lavoro.  Un giorno mentre lavoravo nella hall di un prestigioso hotel del centro mi resi davvero conto di non sentirmi a mio agio tra quei palazzi e quella folla tipica delle grandi città. Per tali motivi decisi di mollare tutto. Feci le valigie e partii per una stagione “sabbatica” in montagna, e il destino volle che la mia meta fosse proprio la Val di Fassa.

Dopo qualche tempo conobbi Maurizio, il quale, un giorno mi disse: sai che i miei genitori mi hanno lasciato una baita a Fuciade?

Da allora iniziammo a trascorrere lì il week end e, durante l’estate, capitava di fermarsi a dormire qualche settimana ma la nostra casa era, comunque, sempre a Moena. Poi un giorno, seduti davanti al camino, Maurizio mi disse: “sai quanto sarebbe bello vivere qui sempre?”

Lo guardai con occhi increduli e risposi: “I sogni possono diventare realtà” .

Da quel giorno prese a realizzarsi il nostro progetto di vita quassù. Iniziammo dalle questioni prettamente burocratiche, passando, poi, alla ristrutturazione vera e propria, fino a giungere al sogno che diventa realtà: quella “baita” era diventata “la nostra casa”.

  • Mollare tutto e andare a vivere al cospetto di maestose vette è sicuramente un sogno, che sono in molti a coltivare. Ma come ogni cosa avrà sicuramente, oltre ai tanti pro, anche dei contro. Volete parlarcene?

Maurizio:

Assolutamente sì Enrico. Anzi, a questo proposito, ti racconto che questo aneddoto.

Come dico spesso a Martina, quando mi trovo a fare qualche lavoretto in giardino, capita che qualche escursionista si fermi a guardare la baita e poi dicano: “Wow… pensa che meraviglia abitare qui!

Poi, però, quando si soffermano a chiacchierare con me, mi accorgo che 9 su 10, tra loro, non rinuncerebbero mai alle comodità che ci sono nei paesi o nelle città.

Vivere quassù è un sicuramente un privilegio ma bisogna ammettere che non sempre è tutto facile. Per esempio:

Devi  organizzarti con la spesa, perché se ti mancano le uova non puoi di certo scendere a comprarle al negozio sotto casa;

In inverno, poi, aumentano i “disagi” a causa del freddo e della neve;

Se la notte nevica ti devi alzare presto perché la strada a scendere richiede sicuramente più tempo;

Se, dopo una lunga giornata lavorativa, sei stanco ma è nevicato tutto il giorno, devi pensare a spalare la neve anche solo per entrare dalla porta.

Tuttavia, dobbiamo ritenerci fortunati. A pochi passi da casa nostra c’è il Rifugio Fuciade che pensa sempre a tenere la strada battuta con il gatto delle nevi e quando dimentichiamo qualcosa nella lista della spesa ci hanno già pensato loro, che a tenere sempre una scorta, di ogni cosa, nella dispensa!

  • Vi va di descriverci come trascorrete una vostra giornata immersi nella bellezza di Fuciade?

Maurizio:

Ammetto che, ultimamente, gli impegni lavorativi ci costringono a passare tante ore lontani da qui ma la sera quando rientriamo abbiamo la sensazione di riuscire a staccare veramente la spina dalla frenesia che la vita quotidiana, inevitabilmente, porta con sè.

Poi, per fortuna, arriva sempre il week end, e allora ci ritroviamo qui:

Amiamo svegliarci presto;

L’estate ci godiamo la colazione in terrazza nel silenzio più totale;

Ci dedichiamo con piacere ai lavoretti di casa che, qui, non mancano mai;

Poi c’è Martina tiene in ordine la casa, cucina, cura i suoi amati fiori;

Io , invece, mi occupo di tagliare l’erba e della manutenzione.

E poi ci riteniamo fortunati anche perchè vengono spesso a trovarci i nostri amici. In montagna funziona così: se passa a salutarti qualcuno che conosci, ci si ferma sempre a chiacchierare davanti a un buon caffè!

  • A proposito di amici che vengono a trovarvi: l’accesso alla conca di Fuciade è concesso solo a piedi oppure, per chi vuole raggiungere l’omonimo rifugio, solo tramite mezzi autorizzati. Quando avete “ospiti a cena” come vi raggiungono?

Maurizio:

Hai detto una cosa assolutamente vera e giusta: nel rispetto della montagna, per fortuna aggiungo, il traffico è regolamentato. Per quanto riguarda i nostri amici ospiti, quando vengono a casa nostra, di solito, poi desiderano sempre farsi una bella passeggiata, per gustarsi ancora meglio il pranzo o la cena. Può capitare, però, che il meteo non lo permetta e allora li andiamo a prendere fino al parcheggio: in inverno siamo attrezzati con la motoslitta oppure con una Jeep cingolata.

  • In estate siete circondati da luminosi prati verdi, che in inverno diventano infinite distese di neve. Qual è per voi il periodo più magico?

Martina:

Mmmhh… E’ una domanda davvero difficile a cui rispondere, però siamo entrambi d’accordo nel dirti che non c’è una stagione migliore rispetto alle altre.

Ogni periodo dell’anno, qui a Fuciade, regala emozioni e sensazioni diverse:

In estate le giornate sono lunghe, i prati si colorano di un verde acceso e si riempiono di fiori,  possiamo  trascorrere tanto tempo all’aria aperta facendo passeggiate con il nostro cagnolino.

Poi arriva l’autunno. La montagna si svuota, rimane poca gente e il paesaggio diventa meraviglioso, assume stupende sfumature di arancio e marrone.

A seguire giunge l’inverno e con l’arrivo di dicembre, nevica. Con la neve ti puoi riempire gli occhi di bellezza. Tutto appare soffice luminoso.

Infine, la primavera porta con sé la rinascita dopo il lungo freddo. Sbocciano i primi fiori e si svegliano dal letargo i primi animali che, uscendo dal bosco, vanno in cerca di cibo. Qualcuno, tra loro, viene addirittura a farci visita fuori dalla finestra.

  • Vivere in un posto così prezioso comporta sicuramente delle responsabilità. Parliamo comunque di montagne che sono patrimonio dell’umanità e chi decide di viverci diventa inevitabilmente una sorta di sentinella dell’integrità ambientale. Quanta collaborazione c’è, da questo punto di vista, tra voi e gli altri abitanti della conca di Fuciade?

Maurizio:

Come ti accennavo prima, noi insieme a Emanuela, Sergio e i loro figli, che sono i gestori del rifugio, siamo gli unici abitanti di Fuciade.

Io credo che siamo in “debito” nei confronti di Madre Natura, la quale ci permette di viverla così da vicino. Cerchiamo perciò di rispettarla ogni singolo giorno. Se andiamo a pranzo o a bere qualcosa al rifugio, per esempio, ci andiamo a piedi. Se durante una passeggiata capita di trovare qualche cartaccia per terra la raccogliamo.

Tornando a Emanuela e Sergio, abitano lì da molto più tempo rispetto a noi e nonostante il loro rifugio sia frequentato da migliaia di turisti ed escursionisti, loro fanno di tutto, e anche di più, per far sì che sia tutto in ordine nel rispetto dell’ambiente. Allo stesso modo facciamo noi.

  • Si può dire che voi vivete a stretto contatto con la natura, che in alcuni periodi dell’anno diventa davvero incontaminata. C’è stato un momento in cui avete vissuto un’esperienza indimenticabile?

Martina:

Assolutamente sì! Era la mattina del 28 novembre 2022, ci eravamo trasferiti a Fuciade da poco tempo.

Alle 7:20 il cielo si è tinto di un colore rosso fuoco. Sembrava finto.

Ho preso il cellulare e ho immortalato quel momento. Con gli occhi pieni di stupore, io e Maurizio, ci siamo guardati e ci siamo detti: che regalo stupendo ci ha fatto oggi questo posto.

Il segreto dell’essere felici  è proprio questo: riuscire a meravigliarsi sempre, anche davanti alle cose apparentemente semplici, ma che in realtà sono istanti preziosissimi, come un’alba fuori dalla finestra.

  • E invece come vi vedreste a gestire un rifugio e, in un certo senso, a lavorare per chi viene a godere di tutta questa bellezza? Ci avete mai pensato?

La verità è che è già da un po’ di tempo che qualcosa “bolle in pentola”. Possiamo solo dirti che non si tratterà di un rifugio ma, passami il termine, di qualcosa di più “intimo”. Se riusciremo nella nostra avventura sarà un vero piacere averti nostro ospite… ma per scaramanzia non vogliamo svelare ancora nulla!

Diciamo che voliamo dare la possibilità alle persone di assaporare il privilegio di svegliarsi qui e di gustare di qualche piccolo comfort!

  • Wow! Che meraviglia! Grazie mille per l’invito ne sono onorato e felicissimo. Per concludere questa bellissima intervista: che consigli dareste a chi ha in mente di seguire le vostre orme?

Se avete un desiderio, credeteci sempre.

Credeteci con ogni vostra forza, perché quando un desiderio brilla nel tuo cuore, niente ti può fermare.

Da questo punto di vista la montagna è la nostra più grande maestra di vita. E’ anche vero che la salita a volte è impervia e spesso capita di scivolare, ma ci si rialza sempre, e se avete ben chiaro il focus sulla vetta, prima o poi la raggiungerete.

Quando, finalmente, sarete in cima sorriderete con fierezza nel vedere il percorso che avete affrontato. Vi accorgerete che è sicuramente tortuoso, ma allo stesso tempo vi ha permesso di  godere di un panorama mozzafiato.

Per questo motivo diciamo con tutto il cuore che: se non ti piace un lavoro cambialo, se non ti piace il luogo in cui vivi cambialo. Le persone non sono rocce e noi non siamo ancorati al posto in cui ci troviamo. Non c’è fallimento più grande nella vita di non fare ciò per cui brillano i nostri occhi!

Bellissima questa citazione finale. Credo che rispecchi pienamente il nostro amore per la montagna.

Carissimi Maurizio e Martina, è stata una bellissima chiacchierata e quasi mi dispiace chiudere questa pagina. Vi ringrazio ancora con tutto il cuore per il tempo che mi avete concesso e vi saluto caramente.

Ci vedremo sicuramente molto presto.

Enrico

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