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AMO IL PAESE IN CUI SONO NATO E CRESCIUTO: MASSIMILIANO CALCAGNI, SINDACO DI ROCCA DI PAPA

Negli scorsi giorni ho avuto il piacere e l’onore di poter intervistare il primo cittadino della città in cui vivo, Rocca di Papa. Ci troviamo in una piccola località di montagna, data l’altitudine del monte Cavo (950 m), ai piedi del quale sorge Rocca di Papa. La bellissima zona, di cui il comune fa parte, è quella dei Castelli Romani, alle porte di Roma, nel parco regionale del Lazio.

Il sindaco che amministra, da pochi mesi, Rocca di Papa è Massimiliano Calcagni, un caro amico e grande lavoratore. Mi ha subito colpito la sua costante presenza in paese e la volontà a riportare una moltitudine di eventi in questa caratteristica città, per questo motivo ho nutrito il desiderio di poter prendere un caffè anche con lui. E con mia grande gioia, lui ha accettato, quindi ecco a voi una nuova chiacchierata.

  • Buongiorno Massimiliano, intanto grazie infinite per avermi concesso quest’opportunità. E’ per me un onore, oltre che un grande piacere. Io inizierei subito con le presentazioni verso i lettori, quindi: chi è Massimiliano Calcagni?

Buongiorno a te Enrico. Ti ringrazio anche io per questa piacevole intervista. Credo che Massimiliano Calcagni, nella vita, sia una persona semplice, che crede nei valori e che cerca, entro i limiti del possibile, di andare d’accordo con il prossimo, azzerando sempre le polemiche.

Detto questo, torno a identificarmi in prima persona e aggiungo che: sono sposato con Manuela e abbiamo due bellissimi figli, Mattia di 25 anni e Nicolò di 21 anni. Tutti insieme portiamo avanti il più bel progetto della vita, la famiglia e lo facciamo con onestà e umiltà. Tornando a me, sono titolare di un’azienda, che mi porta via tanto tempo ma, che è anche un’importante risorsa; inoltre mi schiero sempre dalla parte dei più deboli.

  • Oggi ti ritrovi a essere sindaco della tua città. Quando da piccolo progettavi il tuo futuro, hai mai pensato, anche per una sola di volta, alla carriera da sindaco?

Assolutamente no. Da bambino, ricordo che ho sempre sognato fare l’imprenditore, quello che faccio oggi oltre all’attività da sindaco. L’attività politica, invece, è arrivata per caso nel 2014. Mi sono lasciato sedurre da questa dimensione, che è appunto la politica, e oggi eccomi qui, a portare avanti un lavoro che è un onere, ma anche e soprattutto un onore.

  • Fare il sindaco è sicuramente un’attività tanto affascinante quanto complessa. Come è cambiata la tua vita oggi?

Sicuramente, ritrovarmi ad amministrare un’intera città, ha portato un grande cambiamento alla mia vita. Prendo in prestito un termine che hai usato tu nella domanda: Rocca di Papa è una città molto complessa. Basti pensare al palazzo comunale, che oggi trova sede in una struttura dove prima si trovava una scuola, a causa, purtroppo, della tragica deflagrazione avvenuta nel 2019. Di fatto, potremmo dire che ci troviamo senza municipio. Stiamo cercando di lavorare per riportare a Rocca di Papa un edificio comunale di rispetto, che sia un vero luogo istituzionale, ma anche il tempo a disposizione per poter fare tutto ciò che serve, è ai minimi storici.

E poi c’è il settore più complesso da gestire: quello sociale. Qui a Rocca di Papa ci sono tante famiglie indigenti che soffrono per poter arrivare a fine mese. A tal riguardo, infatti, siamo a stretto contatto con la Caritas.

A oggi posso dirti che non basta solo la passione. C’è bisogno di tanto impegno, tanta capacità di immedesimazione, tanta costanza per cercare di accontentare tutti e non nascondersi mai. E poi bisogna conciliare questa vita politica e lavorativa con la vita privata.

  • Rocca di Papa, negli scorsi decenni, era conosciuta come Regina dei Castelli Romani, per la sua posizione geografica e per il suo clima. Oggi il suo aspetto socio-culturale è un po’ distante da quell’appellativo. Tuttavia, tu hai più volte detto di voler nuovamente incoronare il tuo paese nativo. Come?

Ricostruendo prima di tutto il rapporto con la comunità: i roccheggiani devono tornare a vivere la città e noi amministratori abbiamo il dovere di convincerli. Per farlo, però, c’è bisogno di portare dei VERI cambiamenti. Ti dico questo perchè oggi Rocca di Papa è sempre e solo associata alla stella cometa che si accende l’8 dicembre, all’aria frizzantina e alle antenne sul monte Cavo ( su quest’ultimo punto stiamo lavorando per liberare il prima possibile la vetta che, per troppo tempo, è stata maltrattata e violentata).

E’ seriamente necessario voltare pagina, ma per farlo è anche necessario il lavoro di tutti, per questo motivo ho chiesto l’aiuto di tutta la comunità e degli organi sovracomunali per venire in soccorso al nostro paese, in modo che possa riconquistare il ruolo d’elite che merita.

  • Da quando ti sei insediato, Rocca di Papa ha vissuto alcuni eventi che l’hanno vista protagonista, ultimo: la Sagra delle Castagne. Dobbiamo aspettarcene altre?

Certamente. Cercheremo intanto di andare oltre le routine, infatti stiamo lavorando per organizzare altri eventi, a tema, che porteranno Rocca di Papa a essere conosciuta, visitata e rivalutata. Io sono convinto che organizzare eventi in paese, sia l’impulso a far ripartire un volano importante, che arrivi a riportare luminosità al paese. Per farlo dobbiamo puntare sulle nostre prelibatezze enogastronomiche, sul borgo da far conoscere e visitare, e sui panorami che sono letteralmente da favola.

A questo proposito abbiamo anche un progetto natalizio di cui posso svelare solo poche anticipazioni. L’8 dicembre, intanto, ci sarà la nostra certezza: l’accensione della stella cometa. Si cercherà poi di creare eventi di intrattenimento per grandi e piccini. L’obiettivo è quello di riuscire a donare nuovamente giornate spensierate e ripristinare i sorrisi sui volti della gente.

  • Con l’ultima sagra delle castagne si è visto quanto Rocca di Papa sia attaccata alle tradizioni. Tu, invece, ricordi un tradizione che vivevi in passato e che ti piacerebbe riportare?

Ricordo con piacere la Sfilata di San Antonio. Era un evento meraviglioso e caratteristico, in cui si portavano gli animali a sfilare per il paese, con successiva benedizione.

  • Rocca di Papa, si può dire che è un paese di montagna visto che sorge ai piedi di una piccola vetta che raggiunge i suoi quasi 1000 metri. Fino a oggi, però, non si è mai visto davvero una gestione della “montagna”, bensì si è sempre pensato a vedere Rocca di Papa come un comune centro urbano. Ci sono progetti in merito?

Ti rispondo che, Rocca di Papa, con i suoi 1600 ettari di terreno boschivo potrebbe essere il paradiso delle attività outdoor. Da questo punto di vista si presta nel migliore dei modi per determinate discipline sportive, come ad esempio: mountain bike, arrampicata, escursioni lungo sentieri naturalistici. Un progetto che tengo a cuore e che mi piacerebbe iniziare è la realizzazione di un parco avventura. Sarebbe, oltre che un risultato strepitoso, anche un valore aggiunto per l’ambiente.

E poi, avendo Roma a soli 20 chilometri di distanza, basterebbe attrarre 10% della popolazione romana per far sì che Rocca di Papa tornasse a essere davvero protagonista.

Mi sono prefissato un obiettivo e mi dico ogni giorno che riuscirò a raggiungerlo. Sono una persona testarda, ma allo stesso tempo credo che chi semina poi raccoglie.

  • I cittadini ti hanno visto molto presente fin dal primo giorno in cui ti sei insediato. Quanto è importante per un sindaco guadagnarsi la fiducia dei cittadini?

Dopo la pandemia da Covid-19, si è usato molto lo smart working, anche quando le condizioni ormai permettevano che venisse messo nel cassetto. Vedi, Enrico, io credo che l’esperienza da sindaco vada vissuta guardando negli occhi la gente. E’ necessario abbattere le barriere e lavorare per provare a trovare una soluzione a tutti i problemi.

Io, per esempio, durante la settimana, tutte le mattine dalle 6:45 alle 8:15 vivo la piazza della mia città. In questo modo ho visto che riesco a individuare molte più criticità e soprattutto a comunicare con i cittadini. Fare il sindaco per me non significa nascondersi dentro al palazzo, ma stare il più possibile in mezzo alla gente.

La fascia da sindaco è un complemento solo per eventi istituzionali. per il resto io sono uno del popolo.

  • Tornando ancora alla sagra delle castagne, è stato un evento che ha visto una massiccia presenza di giovani. Soprattutto durante l’ultima serata ci sono stati tantissimi giovani, per il concerto, che inneggiavano il tuo nome, è stato emozionante?

Mi si è letteralmente riempito il cuore di emozione. Io amo Rocca di Papa e i miei concittadini, partendo dai bambini fino ad arrivare ai più maturi e ai centenari. Io vengo da una famiglia molto umile, ma onesta e coerente, che mi ha insegnato i veri valori della vita. Salire sul palco e vedere tutta quella gente felice, che inneggiava il mio nome è stato un momento unico, oltre che meraviglioso.

Ti ringrazio infinitamente, Massimiliano, per avermi concesso parte del tuo preziosissimo tempo. Buon lavoro e a presto.

Enrico

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