Vai al contenuto
Home » Archivio » UN LUOGO SPECIALE IMMERSO NELLA MAGIA DEL PASSO SAN PELLEGRINO: LA BAITA PARADISO

UN LUOGO SPECIALE IMMERSO NELLA MAGIA DEL PASSO SAN PELLEGRINO: LA BAITA PARADISO

La prima volta che mi recai al Passo San Pellegrino, rimasi subito folgorato dalla bellezza magica di quel posto. Un valico che unisce due regioni e che si lascia circondare da cime maestose e affascinanti.

Quando si giunge lassù sono, poi, tanti i luoghi segnalati e che si vorrebbe visitare subito: dalla conca di Fuciade, ai laghetti di San Pellegrino e al Col Margherita. Tra tutti, però, c’è sempre stato un posto che ha nutrito la mia curiosità, fin da subito: la Baita Paradiso.

Un luogo raggiungibile solo tramite seggiovia, in inverno, o attraverso una bella passeggiata in salita, in estate. Mi ero sempre promesso di raggiungerla un giorno, fino a che quest’estate non mi decisi a salire fino ai piedi della catena del Costabella, per poi discendere fino a questo luogo incantato.

  • Buongiorno signor Gino, intanto la ringrazio molto per la gentilezza e la disponibilità ad accontentare la mia curiosità. Inizierei con il dire che mi trovo davanti al patron di una struttura bellissima e ricca di fascino e allora ci racconti chi è Gino Defrancesco.

Buon giorno Enrico, grazie a lei per aver pensato alla nostra Baita.

Credo di essere una persona semplice, che ama le piccole cose e che crede nei valori veri. Quello che, forse, mi contraddistingue è la passione che nutro nel vivere i momenti belli che la vita ci propone, soprattutto quelli veri.

  • Mi piace questa sua descrizione. Si sposa benissimo con la bellezza del luogo di ci stiamo per parlare. Un luogo di cui io sono innamorato, e che mi piace definire magico: Moena, il Passo San Pellegrino, la Cima dell’Uomo, e poi c’è questa meravigliosa bomboniera in legno, immersa nei verdi prati d’estate e nella candida neve d’inverno. Come è nata la Baita Paradiso?

Bè, come darle torto, Enrico? Intanto, per rispondere alla sua domanda, la Baita Paradiso è nata da un sogno che ho sempre portato nel cuore: quello di potere, e volere, costruire un luogo che conservasse il rispetto per le tradizioni, ma allo stesso tempo permettesse di arrivare al cuore di ogni cliente. Insomma, volevo realizzare una sorta di isola magica che potesse unire il passato al presente.

A oggi, sentendo il calore dei clienti e percependo la loro soddisfazione ogni volta che vengono a trovarci, credo di essere riuscito a realizzare quel sogno. E poi la Baita rimane per me un luogo speciale e unico, da cui posso godere di un panorama che incanta, ogni giorno

  • Di paradisiaco il suo splendido rifugio ha tutto, a partire dalla posizione: di giorno baciato dal sole e al tramonto conquista una vista mozzafiato sulle Dolomiti che si colorano di rosa. Una posizione che, in estate, è possibile raggiungere, oppure salendo in quota tramite la seggiovia Costabella, per poi scendere fino alla baita a piedi. E in inverno, invece, come è possibile raggiungervi quando la neve ricopre tutto?

Dunque, premetto che la Baita Paradiso si trova direttamente sulle piste della Ski Area Passo San Pellegrino per cui, in inverno, una volta giunti al Passo è necessario intraprendere il percorso che ha indicato lei: si prende la seggiovia Costabella fino in cima e poi si percorre, per pochi minuti, un sentiero dedicato fino alla Baita, oppure sugli sci percorrendo la pista.

  • Privilegiata la posizione, ma indubbiamente particolare. Tornando all’inverno, quando la neve è la protagonista assoluta, come fanno ad arrivare in baita i rifornimenti?

Mi collego direttamente alla parola che ha usato all’inizio di questa domanda. Noi siamo privilegiati trovandoci in una posizione da favola. Da questo punto di vista la natura ci ha dato e continua a darci davvero tanto.

Tuttavia, occorre ricordare che non è sempre tutto così romantico. E non solo inverno.

Negli ultimi anni, infatti, in montagna d’estate si scatenano dei temporali letteralmente paurosi.

Tornando, invece, all’inverno i protagonisti del lato negativo, in questa stagione, sono sicuramente il freddo e le bufere di neve che causano dei disagi non indifferenti a chi ha deciso di portare avanti il proprio lavoro in quota.

La passione per questo lavoro, però, cancella tutto e lascia solo le grandi soddisfazioni che ci ragala ogni giorno, indipendentemente dagli eventi climatici, talvolta estremi.

Per quanto riguarda i rifornimenti in inverno, vengono fatti al mattino presto attraverso la motoslitta.

  • E senza allontanarci troppo dal tema “rifornimenti”, parliamo di un argomento che mette sempre tutti d’accordo: il mangiare bene. Io dico sempre che il cibo è la migliore espressione del territorio e delle tradizioni locali. Quanta ricerca c’è, nella sua cucina, al fine di mantenere le radici della tradizione ladina e, allo stesso tempo, di mantenere la sostenibilità ambientale?

Sostenibilità ambientale è sinonimo di rispetto per la natura che ci ospita in questo SUO bellissimo pianeta. E in ottica di rispetto per la natura, e quindi per l’ambiente, noi ci imponiamo di non esasperare e non violentare gli habitat naturali di cui siamo circondati.

La prima regola, in tal senso, è “il fatto in casa” . Pane, pasta, pizza, dolci e le sane, e gustose, zuppe sono preparati direttamente da noi con ingredienti semplici e genuini. Il menù, poi, offre anche le carni, ottime alla griglia, che provengono da una piccola azienda agricola della Val di Fiemme: Maso Ciamberlain di proprietà di mio fratello Michele. Così come il vino.

Contribuire alla sostenibilità ambientale significa anche mantenere le tradizioni, e soprattutto, valorizzare i prodotti che ci regala il territorio. Noi lo facciamo selezionando con molta attenzione le materie prime e ricercando, in ogni nostra creazione, la passione che in cucina è d’obbligo.

Infine, ma non per ultimo, l’altro punto fondamentale è quello di non abbandonare mai le proprie radici. Mia mamma, eccellente cuoca, diceva sempre una cosa che mi è rimasta impressa: “In cucina per andare avanti bisogna guardare indietro”. E noi abbiamo sempre cercato di farlo.

  • Nella sua baita, in quanto a mangiare bene, si va a colpo sicuro e tra l’altro ho saputo che lei cura personalmente la cucina, insieme allo chef, e allora ci dica qual è, secondo lei, un piatto che bisogna assolutamente provare alla Baita Paradiso?

Ma guardi, come le ho detto prima, i nostri piatti sono tutti prodotti con ingredienti semplici, ma genuini e pertanto sono tuti da provare.

Siamo, però coscienti del fatto che la clientela è in parte cambiata ed è in continua evoluzione. Ci sono i clienti che sono affezionati alla semplicità, ma ci sono anche clienti con palati molto più esigenti, e allora in quel caso proponiamo dei piatti più innovativi. Per farle qualche esempio, io consiglierei di provare il filetto al cirmolo e, per vivere un esperienza più intima, la fiorentina cotta alla griglia nella “Stua dei Ciamberlain“.

Si tratta di una sala con una manciata di tavoli raccolti intorno a stufa per coccolare ancora di più i nostri clienti. Lo chef Karim Nones cucinerà per loro, e davanti a loro, le carni alla griglia.

Insieme allo chef Karim teniamo molto a curare la cucina, realizzata, come le dicevo prima, con passione e rispetto per la tradizione.

  • Un consiglio che darebbe ai giovani desiderosi di intraprendere la via della ristorazione in alta quota?

Come dico sempre ai miei figli, questo lavoro necessita di tanta passione, spirito di iniziativa e anche disponibilità a fare qualche sacrificio. Se si hanno bene in testa, e nel cuore, questi fondamenti, allora si è pronti per andare avanti.

E una volta che si è partiti bisogna portare avanti questo lavoro con il cuore e con la passione. Sono le due forze che permettono di andare avanti in ogni situazione. Il riscontro economico è, poi, una conseguenza di ciò che abbiamo costruito.

Colgo l’occasione per ringraziare a cuore aperto i ragazzi che, da anni, lavorano con me, perchè con loro ho realizzato il mio sogno.

Grazie ancora per questa opportunità, Enrico. A presto.

Sono io a ringraziare lei signor Gino per essersi aperto con me. E’ stato un vero onore porle le domande che avevo preparato e, soprattutto, ascoltare così tanti insegnamenti. La saluto caramente e ci vedremo sicuramente quest’inverno.

Enrico

A seguire una carrellata di scatti delle meravigliose opere di chef Karim Nones

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian