Vai al contenuto
Home » Archivio » LA MIA VITA SUGLI SCI E TRA LE DOLOMITI: STEFANO MARTINELLO, PILASTRO DELLA SCUOLA ITALIANA SCI MOENA E DI MOENA OUTDOOR

LA MIA VITA SUGLI SCI E TRA LE DOLOMITI: STEFANO MARTINELLO, PILASTRO DELLA SCUOLA ITALIANA SCI MOENA E DI MOENA OUTDOOR

Una di quelle interviste a cui tengo molto, quella fatta a Stefano Martinello. Vice direttore della Scuola Italiana Sci e Snowboard Moena-Dolomiti, con un’imminente nomina a direttore della medesima scuola; responsabile di Moena Outdoor, programma di attività guidate open air mirate a far conoscere la Fata delle Dolomiti.

Oltre a tutto questo, Stefano è anche un marito, un padre affettuoso e un profondo conoscitore, nonchè amante, della montagna e della neve, lo dimostra il fatto che ha scelto di specializzarsi in una disciplina sciistica molto tecnica, e che permette di entrare in un contatto, quasi intimo e spirituale, con la neve.

E’ una persona semplice e allo stesso tempo ricca di valori e di bellezza interiore, Stefano. Una di quelle persone con cui staresti a chiacchierare per ore, e che sembra di conoscere da sempre.

  • Buongiorno Stefano, intanto permettimi di ringraziarti per avermi concesso questa bellissima intervista. Moena è ormai nel mio cuore e, ogni volta che vi faccio ritorno, cerco di viverla fino in fondo, soprattutto partecipando alle escursioni “Moena Outdoor”, di cui conservo ricordi meravigliosi. Ma andiamo per ordine, quindi, ti va di raccontarci chi è Stefano Martinello e quando è arrivato nella Scuola Sci Moena e soprattutto a Moena Outdoor?

Buongiorno Enrico, grazie a te per avermi contattato. Allora, chi è Stefano Martinello. Iniziamo con il dire che sono sposato con Michela e sono padre dei miei due bellissimi bambini: Giacomo ed Eleonora. Come hai detto tu, amo profondamente la montagna e ho, praticamente, trascorso metà della mia vita fino a oggi sugli sci.

La mia vita lavorativa, invece, è ovviamente legata a questa dimensione affascinante che è la montagna. Sono maestro di sci dal 1997, e dal 2008 sono diventato istruttore di Telemark: una pratica sciistica legata soprattutto allo scialpinismo, in cui si utilizzano degli appositi sci che lasciano libero il tallone, a differenza dello sci classico in cui il piede è totalmente legato agli sci.

Nel corso di questi anni, l’amore per la montagna, mi ha portato a desiderare di conoscerla in maniera ancora più intima e così ho iniziato a frequentare dei corsi di formazione per diventare accompagnatore di media montagna. Questa è una fase cruciale per la mia vita lavorativa in quanto, nel 2010, inizio a collaborare con l’Associazione Albergatori Moena e Passo San Pellegrino. E’ stata ed è tutt’oggi una collaborazione bellissima e a cui tengo molto, infatti, abbiamo dato vita a un progetto green da cui è poi nato Moena Outdoor.

  • Una carriera, fino a oggi, di tutto rispetto e ricca di bellissimi traguardi. Ti faccio i miei complimenti e approfitto per chiederti una delucidazione: hai detto che sei diventato accompagnatore di media montagna. Cosa significa questa dicitura e che differenza c’è, per esempio, con la guida alpina?

Ti ringrazio molto per i complimenti. L’accompagnatore di media montagna può accompagnare su diversi tipi di territori senza, però, l’utilizzo di attrezzatura da alpinista. Per farti un esempio: se prenoti un’escursione con un accompagnatore di media montagna non dovrai aspettarti imbragature, piccozze o comunque attrezzature per intraprendere arrampicate o vie ferrate. In parole povere, con un accompagnatore di media montagna, non puoi andare su un ghiacciaio.

A differenza delle guide alpine, noi ci occupiamo di accompagnare i turisti nei luoghi in cui la montagna custodisce segreti legati alla cultura, alla storia e alla tradizione. Per esempio, le Dolomiti sono state, purtroppo, teatro di una della guerre più sanguinose della storia (Grande Guerra), e quindi l’escursione in determinati luoghi è finalizzata alla perlustrazione delle vecchie trincee di guerra. Così come, queste bellissime montagne, sono la casa di determinate forme di flora e di fauna, e quindi ci occupiamo di promuovere la conoscenza delle specie animali e vegetali che vivono qui.

Senza mai tralasciare, ovviamente il discorso sicurezza in montagna, un argomento di cui si parla spesso ultimamente.

  • Ma torniamo alle escursioni targate “Moena Outdoor”. Come ho già detto prima, sono attività di cui conservo ricordi stupendi, come credo accada anche agli altri partecipanti. E allora ti chiedo: qual è la filosofia di “Moena Outdoor”?

Come ti dicevo prima, Moena Outdoor nasce come progetto green con la vocazione, oltre che di far divertire i turisti, anche e soprattutto di promuovere la tutela della montagna in tutte le sue tradizioni, culture e informazioni storiche.

Attraverso questa nostra mission, cerchiamo di far vivere ai turisti delle esperienze diverse e che lascino dentro di loro dei bei ricordi.

  • C’è un’attività outdoor a cui si particolarmente legato o di cui conservi un ricordo particolare?

Bella domanda. In realtà ce ne sono tante, ma quella che sento più mia è l’escursione al Sas da Mesodì. Si tratta di una vetta poco frequentata, da di una bellezza unica. Ti dico solo che da lassù è possibile osservare tutta la Val di Fassa, da Moena a Canazei, e ogni volta è una grande emozione.

  • Conosco questa vetta, ma solo attraverso le descrizioni e le foto, ma ti confesso che sogni di poterci salire un giorno. Rimanendo in tema Moena Outdoor, quali sono i requisiti per collaborare con voi?

Per rispondere a questa domanda, mi preme fare una premessa: Moena outdoor fa parte del circuito Fassa Sport Check Point, che viene gestito come Scuola Sci, scuola accompagnatori di media montagna, scuola di mountain bike. Quindi per poter accedere al nostro circuito, il requisito principale è l’essere professionisti in uno o più settori di insegnamento.

  • Il turismo di montagna, in questi ultimi anni, è cresciuto in maniera esponenziale ed è una cosa bellissima perché la montagna è una dimensione magica in tutte le stagioni. Tuttavia, non mancano episodi di mancanza di rispetto nei confronti della montagna stessa e allora ti chiedo: ci sono dei progetti da parte vostra per un turismo più “responsabile”?

Tocchi un argomento che ci sta molto a cuore, soprattutto in virtù del fatto, come hai detto anche tu, che il turismo di montagna negli ultimi anni è aumentato in maniera esponenziale. A questo proposito, in collaborazione con il futuro direttore dell’Azienda Per il Turismo Fassa, Nicolò Weiss, abbiamo creato un progetto che ha come scopo proprio quello di sensibilizzare il tema sicurezza in montagna.

Si tratta di un’attività escursionistica, presente su ogni paese della Val di Fassa ed è legato, oltre che all’illustrazione delle informazioni culturali, anche e soprattutto ai comportamenti di sicurezza da adottare durante le escursioni in montagna. E’ un’attività totalmente gratuita e che dura tutta l’estate.

  • E poi c’è la Scuola Italiana Sci & Snowboard Moena Dolomiti, una delle più rinomate di tutto l’arco alpino e di cui lei è vice direttore. Cosa rende una scuola sci così prestigiosa?

Direi che il fattore umano è un punto fondamentale, correlato all’organizzazione e alla professionalità di tutti i maestri. L’insieme di questi tre punti è un pò il fiore all’occhiello della nostra scuola. E infine, ma non per ultimo, noi come Scuola Italiana Sci abbiamo la certificazione Oro, grazie alla quale siamo specializzati nell’insegnamento ai bambini.

  • Come si diventa maestri di sci?

E’ molto importante aver seguito un percorso agonistico. Poi il primo step, ovviamente, è quello di saper sciare bene. Se si hanno queste caratteristiche si parte avvantaggiati per poter accedere alla selezione. Una volta superata la selezione si accede a un periodo formativo di 90 giorni e poi inizia il corso della durata di due anni. Con le nuove normative, dopo un anno di formazione si diventa già allievo maestro che è una sorta di tirocinio formativo in cui si vuole trasmettere allo studente i capisaldi del ruolo di maestro, attraverso la formazione sul campo.

Al termine dei due anni ci sono gli esami di fine corso e una volta superati, c’è l’abilitazione all’insegnamento.

  • Ci sono stati allievi, o maestri, della Scuola Sci Moena che poi sono diventati campioni di questo affascinante sport?

Per rispondere a questa domanda cito l’Unione Sportiva Monti Pallidi, una società polisportiva che vanta sessant’anni di storia e che collabora con noi. Ti dico questo perchè grazie alla loro presenza vengono individuati e coltivati quei ragazzi che hanno grandi potenzialità per diventare delle giovani promesse di questo sport.

Posso citarti, per esempio, Cristian Deville ex sciatore professionista e campione di Coppa del Mondo nel 2012. Attualmente stiamo, invece, coltivando giovani promesse come: Federico Fontana e Camilla Gottardi

  • E tu, come e quando hai deciso che saresti diventato un maestro di sci?

Premetto che io, vivendo qui, ho sempre sciato. Da ragazzo non era nei miei progetti la carriera da maestro di sci, infatti, l’iscrizione al corso di formazione per diventare maestro di sci la fecero i miei genitori senza dirmi nulla. Avevo circa 17-18 anni e un giorno, i miei genitori, tornarono a casa con i documenti dell’avvenuta iscrizione alla scuola per maestri di sci. Era comunque uno sport che mi era sempre piaciuto, così ho iniziato e oggi eccomi qui

  • Cosa consiglieresti ai giovani che decidono di approcciare per la prima volta con le attività di montagna?

Consiglierei di documentarsi al meglio per costruire un buon bagaglio culturale sulla montagna. La cosa importante da tenere bene in mente, però, è che: una volta acquisite tutte queste informazioni non bisogna commettere l’errore di sottovalutare i reali rischi e pericoli che, la montagna stesso, nasconde. Un conto avere una preparazione nozionistica, che è sacrosanta, ma un altro conto, e fondamentale, è la preparazione sul campo. Quindi, prima di intraprendere un’escursione con grado di difficoltà medio-elevata, valutare sempre l’opzione di affidarsi a guide esperte e professionisti di montagna.

La montagna è bellissima e affascinante, ma sa essere anche molto pericolosa e piena di ostacoli. Non basta solo una buona forma fisica per affrontare determinate situazioni. Questo è fondamentale ricordarlo sempre.

Parole molto sagge e degne di un futuro direttore della Scuola Sci.

Ti ringrazio ancora tantissimo per le gentilezza e la tutta la disponibilità, caro Stefano. Ci vedremo molto presto.

Enrico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian