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QUANDO LE MONTAGNE PIU’ BELLE DEL MONDO DIVENNERO TEATRO DI GUERRA

Proprio le Dolomiti, la montagne proclamate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sono state protagoniste di una delle pagine più buie e sanguinose della storia dell’umanità.

Barriera naturale, che segnava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, rappresentò la porta strategica per scardinare la difesa dell’esercito che, fino agli inizi del ‘900, era considerato il più potente del mondo. L’esercito dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria.

Fu così che nel 2014, a distanza di un secolo dall’inizio del primo conflitto mondiale, nella suggestiva Moena venne inaugurata la prima mostra dedicata alla memoria della Gran Vera (Grande Guerra)

Tale manifestazione storico-culturale è promossa dall’Istituto Culturale Ladino, dall’associazione “Sul Fronte dei ricordi” e dal Comune di Moena. Si tratta di un vero e proprio patrimonio di reperti che, in maniera suggestiva e struggente, raccontano il dramma di una guerra insensata e sanguinosa, avvenuta tra quelle montagne che oggi sono patrimonio naturale dell’umanità.

UNA GUERRA CRUENTA TRA I GHIACCI DEI RIGIDI INVERNI

L’Esercito Italiano e l’Esercito Austro-Ungarico si fronteggiarono per tre lunghi anni. Anni che, tra le isolate montagne di confine con l’impero Austriaco, furono segnati da altrettanto lunghi e rigidissimi inverni.

Una delle porte strategiche da scardinare, per invadere il regno di Francesco Giuseppe I, si trovava proprio in Val di Fassa. Accedendo dal Veneto, infatti, l’esercito Italiano invase la conca di Fuciade e tra le, allora, baracche si insediò con il comando.

Le baracche, che oggi sono artistici tabià, rappresentavano gli unici rifugi di fortuna in cui proteggersi dal freddo letale che sarebbe arrivato durante l’inverno

Dalla conca di Fuciade, il soldati italiani, si mossero verso il Passo San Pellegrino. Un percorso tracciato da postazioni, forti, trincee difensive e gallerie scavate nella roccia. Oggi, tali costruzioni belliche, sono preziosissimi manufatti storici che mantengono vivo il ricordo di quel periodo passato, ma mai dimenticato.

MONTAGNE DI PACE: IL RICORDO DELLA GRANDE GUERRA

Nel decimo anniversario della mostra dedica alla Grande Guerra, Moena regala uno spettacolo unico ed emozionante proprio per mantenere viva la memoria, di quel periodo buio e tragico, che dilaniò la luce tra le Dolomiti.

Il 22 e il 23 giugno, infatti, nelle piazze di Moena si terrà una spettacolare rappresentazione, degli istanti di vita quotidiana, che i militari dell’esercito italiano conducevano durante l’invasione del regno Austriaco.

Monc de Pèsc – Montagne di Pace, è l’evento che si svolgerà nella meravigliosa Perla Alpina. Una rappresentazione solenne e interattiva, che coinvolgerà anche il pubblico al fine di meglio trasmettere le emozioni che scorrevano, tra militari e civili, negli anni della Grande Guerra.

La manifestazione storico culturale seguirà prevede un ricchissimo elenco di attività: cerimonie, alza bandiera, marce e spettacoli dimostrativi che, da Moena, seguiranno un percorso itinerante fino al Passo San Pellegrino.

Insomma, se il 22 e il 23 giugno vi trovate in Val di Fassa non potete assolutamente perdere questa emozionante cerimonia commemorativa.

Enrico Pedace

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