
Ci sono storie che arrivano nel momento in cui abbiamo più bisogno di ricordare che la vita non deve essere perfetta per essere autentica. Please Come Home for Christmas di Asia Pichierri è esattamente questo: una coccola narrativa, una finestra luminosa dentro la quale osservare fragilità, disincanto, ironia e , soprattutto, un desiderio genuino di rinascita.
FELICITY: OGNUNO DI NOI SOTTO UNA LUCE DI MANHATTAN
Felicity è la protagonista di questa lettura semplice ma: profonda, morbida e avvolgente.
Vive a New York, ma potrebbe vivere in qualunque posto noi volessimo. E’ una donna che ha superato la soglia dei quarant’anni e che un tempo dispensava consigli d’amore come una provetta Cupido. Un ruolo che porta avanti ancora adesso, per meri motivi di lavoro, ma il romanzo della sua vita che il destino ha voluto cucirle addosso le provare la sensazione di essere fuori fase, fuori tempo e fuori da ogni barlume di felicità.
Un personaggio geniale, oserei dire, che Asia ha voluto e ha saputo posizionare in una storia dolce, ma che si proietta con prepotenza nella struttura emozionale di ognuno di noi, in questa epoca così avida di aspettative e di competizione.
Felicity è, infatti, un personaggio:
- fragile ma combattiva,
- ironica ma vulnerabile,
- desiderosa di fare bene, ma stanca di correre sempre.
L’altro aspetto geniale, che o colto leggendo questa piccola perla, è costante ricerca della felicità da parte di Felicity e in un mondo in cui il tempo corre vero un futuro incerto. Eppure c’è sempre quella sensazione, mista a nostalgia, per cui la vera felicità è frutto di eventi ed emozioni legati a un passato che non tornerà più. A meno che non siamo noi a farlo tornare. Perchè, va sempre ricordato, gli artefici della felicià nella nostra vita siamo solo noi stessi.
UN TUFFO ROM-COM NEGLI ANNI ’90
E questa è proprio un’anima precisa del libro, nonchè un aspetto sorprendente. I momenti vissuti in quegli anni sono stati così intensi da rimanere impressi, nella memoria, come fotografie che non sbiadiscono.
La parte più bella di tuto questo concetto è che anche, e soprattutto, i ragazzi di oggi restano sempre affascinati dai racconti nostri, delle radio e dei films, risalenti agli anni ’90. Come se quel decennio avesse lasciato un’impronta magica e indelebile nel tempo.
Ho voluto inserire questa premessa perchè, nel romanzo di Asia, sono potentissime le vibes di un romanticismo ironico, imperfetto, rumoroso e sincero dei film di quegli anni. Proprio come: Harry ti presento Sally, C’è posta per te, o come Il diario di Bridget Jones. Quest’ultimo arrivato pochissimo dopo i ’90 ma perfettamente in linea con: autoironia, fragilità, autenticità.
UNA LETTURA LEGGERA, MA CHE SA EMOZIONARE
Come accennavo all’inizio, Please Come For Christmas, è una lettura leggera, ma la leggerezza non cade mai nella superficialità, anzi. E’ proprio dalle cose semplici che nascono i pensieri più profondi, come: il coraggio di fermarsi, ascoltarsi, rimettere insieme ciò che la vita ha scomposto.
La narrazione scorre, si lascia leggere con dolcezza, ma ogni pagina contiene un’emozione vera, una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta.
Il racconto segue la formula del calendario dell’Avvento, trasformando i giorni che precedono il Natale in piccole tappe di consapevolezza, riflessione e sorpresa. Una struttura semplice, ma che crea un ritmo narrativo irresistibile: si ha la sensazione di aprire finestrelle emotive, non solo caselle numerate.
Un romanzo breve, dolce, luminoso.
Una storia che scalda senza mai risultare stucchevole.
Un viaggio leggero ma pieno di verità emotive, scritto con la delicatezza di chi conosce profondamente l’animo umano.
Ci sono libri che ti riportano alle piccole cose, a quella tenerezza che spesso dimentichiamo. Please Come Home for Christmas fa esattamente questo: ti prende per mano e ti ricorda che il Natale non è un luogo.
È uno stato d’animo.
Quello in cui, finalmente, torni a casa
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se vuoi farne parte,
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