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SOMEDA: IL LATO PIU’ ALTO E SEGRETO DI MOENA

C’è un balcone naturale a Moena che affaccia sulla Fata e su buona parte della Val di Fassa: Someda, il quartiere più alto di Moena, dove le case sembrano essersi fermate un attimo prima di diventare montagne e la neve, quando arriva, non si posa soltanto sui tetti, ma sui ricordi.

Ieri dopo la fioccada, tanto attesa su tutte le Dolomiti, ne ho parlato come si parla di un incontro improvviso. Oggi, invece, voglio accompagnarti fin lassù con calma, come si fa con un amico a cui si mostra un posto del cuore.

COME RAGGIUNGERE SOMEDA, PARTENDO DA PIAZ DE RAMON

Foto dall’archivio di VisitMoena

Il viaggio verso Someda inizia dal centro pulsante di Moena, Piaz de Ramon, dove sorge l’iconica scritta rossa MOENA.

Da qui, prendi la strada che sale dolcemente verso nord-est, seguendo le indicazioni proprio per Someda. I primi metri sono ancora “paese”: vetrine, balconi, voci.

Poi, quasi senza accorgertene, la strada cambia ritmo. Le case si diradano, il panorama si apre e l’aria sembra farsi più leggera.

A piedi si percorre una piacevole passeggiata di circa 20-30 minuti. Sconsigliato arrivarci con la macchina in quanto l’intera zona, partendo proprio da Piaz de Ramon, è a traffico limitato.

E poi è bellissimo arrivarci a piedi perchè l’ultimo tratto regala sempre la stessa sensazione: quella di stare entrando in un luogo che ha deciso di restare un po’ fuori dal tempo.

UN QUARTIERE SOSPESO TRA VALLE E CIELO

Da quassù, Moena sembra un racconto steso sul fondo della valle, mentre le Dolomiti – il Catinaccio, il Latemar, le creste che cambiano colore con il sole – fanno da cornice a ogni finestra.

Le case in legno e pietra, i fienili, i muretti a secco: tutto parla una lingua antica, fatta di montagna e di stagioni.

In inverno, la neve ammorbidisce ogni linea, trasforma i tetti in cuscini bianchi e le stradine in sentieri silenziosi.

In estate, invece, Someda si riempie di verde, di profumi d’erba tagliata e di quell’aria che sa di pomeriggio lungo.

Qui il silenzio non è assenza. È presenza.

UN PO’ DI STORIA, RACCONTATA A BASSA VOCE

Someda nasce come piccolo nucleo rurale, legato alla vita contadina e all’allevamento. Per secoli è stato un punto di osservazione privilegiato sulla valle, un luogo dove il ritmo delle giornate seguiva quello delle stagioni e del bestiame che saliva e scendeva dai pascoli.

Ancora oggi, passeggiando tra le sue vie, si percepisce questa anima semplice e forte allo stesso tempo. Le vecchie stalle, le fontane, i dettagli in legno intagliato sulle case raccontano di un passato che non è stato messo in vetrina, ma lasciato lì, a disposizione di chi ha voglia di guardare davvero.

PERCHE’ SOMEDA TI RESTA DENTRO

Someda non ha grandi attrazioni, non ha piazze affollate o vetrine scintillanti. E forse è proprio per questo che colpisce.

È il posto dove vai quando hai bisogno di:

guardare Moena dall’alto, come si guarda una storia già amata;

camminare senza fretta, lasciando che sia il panorama a decidere quando fermarti;

sentire il rumore dei tuoi passi sulla neve o sulla ghiaia, senza altro in sottofondo.

Dopo una nevicata, Someda diventa quasi irreale. Le luci della valle sotto, il cielo che si fa blu, il bianco che avvolge tutto. È uno di quei luoghi che non chiedono di essere fotografati, ma ricordati.

UN INVITO A SALIRE

Se passi da Moena, regalati il tempo di salire a Someda. Parti da Piaz de Ramon, lascia il centro alle spalle e segui la strada che sale.

Non serve una meta precisa. A Someda, la vera destinazione è il tragitto.

E quando arriverai lassù, fermati un attimo. Guarda la valle, respira l’aria sottile e lascia che il quartiere più alto di Moena ti racconti, a modo suo, una storia che non finisce con l’ultima parola.

Enrico


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