
Il 7 marzo 2026, negli spazi del Superstudio Maxi di Milano, è tornato uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del romance: il Festival Romance Italiano.
Per me è stato il terzo FRI, il quinto se conto anche le due mini tappe di Roma e Firenze, e ogni volta ho la sensazione di entrare in un piccolo mondo parallelo dove le storie d’amore non sono solo libri sugli scaffali, ma diventano conversazioni, incontri, emozioni condivise.

Il Festival Romance Italiano nasce da una brillante intuizione di Lidia Ottelli, che nel 2019 ha avuto il coraggio di immaginare qualcosa che in Italia ancora non esisteva: un evento interamente dedicato al romance.
Non solo come genere letterario, ma come vero e proprio modo di raccontare la vita, capace di parlare a lettrici e lettori di ogni età.
Lidia conosce bene questo mondo. Per cinque anni è stata autrice per Newton Compton e oggi lavora come agente letteraria e talent scout, ma soprattutto è diventata la vera anima del festival. In pochi anni è riuscita a trasformare il FRI in una manifestazione unica nel panorama italiano.
E non è stato sempre un viaggio semplice. Quest’anno, in particolare, la rotta non è stata delle più tranquille: il festival ha dovuto attraversare qualche mare agitato lungo il cammino. Ma proprio per questo motivo credo che a Lidia vada riconosciuto un merito ancora più grande: aver tenuto il timone saldo e aver portato la nave in porto, permettendo anche questa volta alla festa del romance di prendere vita.
Il risultato? Migliaia di lettrici, file lunghissime, stand pieni di libri e una giornata intera dedicata alle storie d’amore.
Il FRI, per chi scrive, è anche qualcosa di più di un semplice evento.
È una vetrina incredibile, soprattutto per chi – come me – non è ancora tra i nomi più noti del genere. È l’occasione per mettersi in gioco, raccontare le proprie storie e incontrare dal vivo chi ama leggerle.
Ma è anche uno di quei momenti in cui, prima che le porte si aprano al pubblico, ti ritrovi a scambiare due parole con alcune delle giganti del romance italiano: autrici come Felicia Kingsley, Paola Chiozza, Valentina Ferraro e molte altre che, con il loro lavoro, hanno contribuito a rendere questo genere sempre più amato.



Poi alle 10 del mattino si aprono le porte… e inizia la vera magia.
Fino alle 19:00 il tempo vola.
Tra firme, chiacchiere, sorrisi e fotografie.

Ogni anno, per me, il momento più bello resta sempre lo stesso: l’incontro con le lettrici. Quelle nuove, che magari passano davanti allo stand incuriosite e scoprono con un pizzico di sorpresa che un uomo scrive romance.
In fondo la letteratura non ha genere, anche se per molto tempo – e in parte ancora oggi – il romance è stato considerato un territorio quasi esclusivamente femminile. Come se gli uomini non conoscessero gli effetti collaterali dell’amore.
E invece eccoci qui.
Durante questa giornata ho conosciuto nuove lettrici, ho rivisto quelle più affezionate che mi seguono da anni e ho incontrato persone che condividono con me un’altra grande passione: le Dolomiti.
Un motivo in più per lasciarsi incuriosire dai miei Dolomiti Romance, dove l’amore incontra la montagna.
Come ogni anno, torno a casa con la speranza di poter essere di nuovo tra gli autori selezionati per il FRI 2027.
C’è poi un pensiero che mi porto dietro da questa edizione, e che mi piace condividere con delicatezza.

È normale che in un evento così grande molte lettrici desiderino incontrare soprattutto le autrici più famose. È la stessa cosa che succede in qualunque festival o fiera del libro. Le file davanti agli stand delle star del romance ne sono la prova.
Ma proprio per questo, credo che per chi è ancora all’inizio del proprio percorso ci sia un’unica strada possibile: rimboccarsi le maniche.
Niente, in questo mestiere, arriva davvero per caso o per regalo. Ogni lettrice conquistata, ogni libro venduto, ogni storia che trova spazio nel cuore di qualcuno è sempre il risultato di passione, impegno e tanta pazienza.
E forse, invece di lasciar spazio alle polemiche, sarebbe bello vedere sempre più spesso gli autori emergenti fare squadra, sostenersi a vicenda e collaborare. Perché quando si riesce a creare curiosità e movimento intorno agli stand, alla fine le lettrici arrivano per tutti.
E quando succede, è lì che il Festival Romance Italiano mostra davvero il suo lato più bello: una grande comunità unita dalla stessa cosa.

Le storie d’amore.
Quelle che nascono tra le pagine di un libro.
Quelle che si incontrano tra gli stand di una fiera.
Quelle che iniziano con una dedica scritta in fretta su una prima pagina.
Perché, in fondo, il romance è proprio questo:
un filo invisibile che collega chi scrive e chi legge.
E per un giorno, al FRI, quel filo diventa reale.
Questo blog cresce grazie a chi lo legge e lo condivide.
Oggi, però, la sua gestione e il suo spazio online hanno costi reali che sostengo personalmente.
Se questo luogo ti fa compagnia o ti ispira, puoi aiutarmi a tenerlo vivo. Anche un piccolo gesto fa la differenza.
ARTICOLI SIMILI


