
A volte ci si dimentica che basta poco per essere felici. Per esempio: basta salire in montagna e andare a caccia di tramonti
È esattamente quello che ho fatto in una fredda giornata di febbraio, partendo da Alba di Canazei con l’obiettivo di risalire la splendida Val Contrin, una delle valli più affascinanti ai piedi della Marmolada.
DA ALBA DI CANAZEI VERSO LA VAL CONTRIN
Il punto di partenza dell’escursione è il piazzale della funivia del Ciampac. Da qui si seguono le indicazioni per la Val Contrin, superando la pista da sci e imboccando il sentiero n. 602 che si inoltra nel bosco.

Fin dai primi passi la salita si fa sentire. Il tracciato è piuttosto ripido, soprattutto nella prima parte, e con la neve richiede un minimo di allenamento. Nulla di impossibile, certo, ma abbastanza per far capire subito che la montagna non regala mai nulla senza un po’ di fatica.
La ricompensa, però, è davanti agli occhi fin da subito.
Mentre si percorrono i primi tornanti nel bosco, il Gran Vernel sembra sovrastare il sentiero dall’alto con la sua parete imponente, mentre alle spalle, in lontananza, si aprono le sagome del Sassolungo e del Sassopiatto.
Montagne che sembrano osservarti mentre sali passo dopo passo.
LA PRIMA TAPPA: BAITA LOCIA CONTRIN
Dopo circa 30–40 minuti di camminata si raggiunge la prima piccola tappa del percorso: la Baita Locia Contrin.
Si tratta di un piccolo bar alpino che durante l’inverno resta chiuso, ma che rappresenta comunque un buon punto di riferimento lungo il sentiero.
Da qui in poi la valle inizia ad aprirsi lentamente e il paesaggio cambia. Il bosco si dirada e si entra sempre di più nel cuore della Val Contrin.
UN SILENZIO CHE SEMBRA NORDICO
Proseguendo lungo il sentiero mi sono immerso completamente nella valle.

L’atmosfera era quasi surreale.
Il silenzio avvolgeva tutto: gli alberi, la neve, il piccolo torrente che scorreva accanto al sentiero. Ogni passo affondava nella neve con un rumore ovattato.
Per un momento ho avuto la sensazione di trovarmi in un paesaggio del Nord Europa.
Sembrava quasi un angolo di Lapponia incastonato tra le Dolomiti.
Davanti a me si apriva la valle, mentre Marmolada e Gran Vernel sembravano scrutare ogni mio passo dall’alto.
L’ENROSADIRA SU MARMOLADA E GRAN VERNEL

E poi è arrivato il momento che stavo aspettando.
La luce ha iniziato a cambiare lentamente.
Il sole stava scendendo dietro le montagne e, come accade spesso nelle Dolomiti, è arrivata lei: l’enrosadira.
Le pareti della Marmolada e del Gran Vernel si sono accese di rosso, trasformando il paesaggio in qualcosa di quasi irreale.
In quei momenti il tempo sembra fermarsi.
Si smette di camminare, si appoggiano i bastoncini sulla neve e si resta semplicemente a guardare.
IL RITORNO CON LA VALLE CHE SI ILLUMINA
Sono arrivato fino a un piccolo ponte nei pressi di Malga Cianci.
Il Rifugio Contrin era ancora più avanti, ma il buio stava ormai arrivando veloce. Ho preferito fermarmi lì e godermi il momento prima di iniziare la discesa.

In montagna, a volte, la scelta più saggia è proprio questa: saper rinunciare qualche metro prima della meta.
Durante il ritorno, con l’imbrunire che avvolgeva lentamente la valle, si iniziavano a intravedere in lontananza le luci dei paesi.
Canazei, Alba di Canazei e Campitello di Fassa brillavano laggiù come un piccolo presepe incastonato tra le montagne.
In certi momenti capisci che tutta la fatica della salita era semplicemente il prezzo da pagare per vedere qualcosa di così bello.
DETTAGLI TECNICI
Partenza: Alba di Canazei – piazzale funivia Ciampac
Dislivello: circa 500 – 600 metri.
Tempi di percorrenza: 1 h e 40 minuti – 2 h (solo andata)
Equipaggiamento consigliato: bacchette e ramponcini
Sentiero tracciato: sì
Tappe lungo il percorso: Baita Locia Contrin – Malga Cianci – Rifugio Contrin (Tutti e tre chiusi in inverno)
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