
Per tre giorni, al cospetto della Fata delle Dolomiti, gli sciatori si sono inchinati alla Dama Bianca, disegnando sulla neve le eleganti curve del telemark e del freeride.
Non le curve veloci dello sci alpino, ma il ritmo elegante e fluido dello sci a tallone libero, che sembra quasi una danza sulla neve.

Tra Moena, il Passo San Pellegrino e le piste dell’Alpe Lusia, le giornate del 13 e 14 marzo hanno già regalato l’atmosfera inconfondibile della Scufoneda: sciatori arrivati da tutta Italia e dall’estero, sci di legno che tornano a scivolare sulla neve, rifugi pieni di risate e di storie raccontate davanti a un bicchiere di vino.
Un piccolo mondo fatto di passione, amicizia e montagna vissuta con libertà.
E oggi la festa è pronta a vivere il suo gran finale.
LO SPIRITO “SCUFONEDA PEOPLE”
Più che una semplice manifestazione sportiva, la Scufoneda è una comunità temporanea. Qui il telemark non è soltanto tecnica: è un modo di vivere la neve con ritmo, eleganza e un pizzico di spirito ribelle.

Non a caso chi partecipa ama definirsi “Scufoneda People”: sciatori, guide alpine, maestri e appassionati che ogni anno tornano in Val di Fassa per condividere discese, esperienze e momenti di convivialità.
Tra le immagini più suggestive dell’evento ci sono gli “Scufons”, sciatori che scendono sulle piste con abiti ladini di inizio Novecento, sci e bastoncini di legno originali.
Una presenza che aggiunge alla manifestazione un fascino quasi d’altri tempi, ricordando le radici storiche dello sci.
UNA STORIA LUNGA QUASI TRENT’ANNI
La Scufoneda nasce alla fine degli anni Novanta grazie all’entusiasmo di un gruppo di appassionati riuniti nell’associazione Scufons del Cogo, guidata negli anni da figure carismatiche ed estroverse.
L’idea iniziale era semplice: creare un raduno dedicato al telemark che unisse sport, amicizia e cultura della montagna. Con il passare del tempo l’evento è cresciuto sempre di più, attirando partecipanti da tutta Europa e diventando uno degli appuntamenti più riconosciuti per gli amanti dello sci a tallone libero.
Oggi la manifestazione è arrivata alla 29ª edizione e continua a mantenere lo stesso spirito delle origini: sciare con libertà, celebrare la montagna e condividere momenti autentici.
TRA TELEMARK, FREERIDE E NATURA
Le prime due giornate dell’evento hanno già trasformato la valle in un grande laboratorio della neve.
Tra piste e fuoripista si sono alternati:
- ski experience dedicate agli sciatori più esperti
- escursioni freeride con guide alpine
- lezioni avanzate con istruttori nazionali di telemark
- corsi gratuiti per principianti di ogni età
- test materiali nel Villaggio Scufons al Passo San Pellegrino
- ciaspolate guidate per chi ama vivere la montagna passo dopo passo
Attività diverse, ma unite dallo stesso filo conduttore: vivere la neve in modo autentico, immersi nel paesaggio delle Dolomiti.
LA FESTA CONTINUA NEI RIFUGI
Alla Scufoneda lo sci è solo una parte dell’esperienza. Le serate dei primi due giorni hanno già animato rifugi e locali della valle con momenti gastronomici e feste tra amici.

Il weekend è iniziato allo Chalet Valbona all’Alpe Lusia, con un buffet alpino seguito dalla tradizionale festa al Bistrò Faloria.
La serata è poi proseguita al Bistrò Matisse, con una degustazione dedicata al Trento DOC e al cioccolato gourmet.
Sabato, invece, la festa si è spostata sulle piste del Passo San Pellegrino con il pranzo “Magna e tasi” alla Baita Paradiso e la serata tra luci e fiaccole allo Chalet Cima Uomo.
OGGI IL GRAN FINALE DELLA SCUFONEDA

La giornata di oggi segna l’atto conclusivo della manifestazione.
Nel pomeriggio, alle 16, la terrazza dell’Hotel Cristallo ospiterà la merenda alpina di chiusura della Scufoneda 2026.
Sarà il momento per salutarsi, brindare all’edizione appena vissuta e dare ufficialmente il via al conto alla rovescia verso la trentesima.
Da qui partirà anche la simbolica fiaccola scufonica, destinata a viaggiare idealmente attraverso le Alpi prima di tornare a Moena il prossimo anno.
Foto dall’archivio di: VisitMoena e Scufons del Cogo Moena
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