
La neve ha il magico potere di ricreare una dimensione di pace e tranquillità.
E’ stata questa la sensazione che ho percepito la mattina del 9 febbraio. Ero a Moena con la mia famiglia, per le nostre immancabili vacanze invernali.

Appena sveglio apro le finestre perchè non c’è niente di più bello, quando si è sulle Dolomiti, che sorridere di fronte al fascino di queste maestose montagne. Quella mattina, però, la sorpresa fu doppia. Un soffice manto bianco ricopriva Moena e le sue nobili montagne, mentre con una calma glaciale altra neve scendeva giù dal cielo.
I miei occhi si brillavano di gioia nel vedere quello spettacolo perfetto, e intanto iniziavo a scalpitare in vista della gita che avevamo in progetto quella mattina: l’imperdibile escursione a Fuciade.
Facciamo velocemente colazione e poi, con ancora più velocità, ci prepariamo per uscire. Il cielo sembrava un morbido velo ovattato, che lasciava cadere con dolcezze i candidi fiocchi di neve. Ogni volta è un’emozione unica percepire questi morbidi fiocchi posarsi sul viso.
Al Passo San Pellegrino la nevicata è ancora più copiosa e, con i cuori colmi di felicità, ci dirigiamo verso quel magico sentiero che porta al rifugio più suggestivo della Val di Fassa.
Se con il cielo azzurro, il sentiero per Fuciade, si presenta come uno scenario da favola, nel mezzo di una meravigliosa nevicata assume un aspetto del tutto surreale.

I suggestivi tabià, che sorgono lungo la strada, sembrano quasi voler raccontare di un tempo che non c’è più, ma che viaggia sulle sfumature dei ricordi.
Il suono dei nostri passi sulla neve fresca è una melodia soave, che fa da sottofondo a quel racconto poetico.
Intorno a noi si estende un velo bianco, che ammorbidisce il paesaggio e rende dolce l’aria fredda soffiata dal generale inverno.



Di fronte a un simile spettacolo è impossibile non farsi contagiare dall’entusiasmo. In un istante si torna bambini e, senza esitazione, cediamo alla tentazioni di rotolarci nella neve candida.
L’escursione dura mediamente un’ora scarsa, ma in quella giornata sembrò durare ancora di meno, tanta era la nostra felicità.

Arriviamo all’ambito traguardo: il Rifugio Fuciade.
Uno di quei posti che ti entra subito nel cuore, quasi con una dolce prepotenza.
Un posto che, il cuore, lo rende caldo ogni volta e, non appena varchi la porta d’ingresso, ti senti subito come a casa.
Ad accogliere gli ospiti c’è sempre la meravigliosa famiglia Rossi, con Emanuela che coordina l’intero lavoro, supportata dalla volenterosa e dolce Nicole.
Dietro le quinte, poi, a garantire che ogni emozione si traduca in un’esplosione di gusto troviamo uno degli chef più talentuosi della Val di Fassa: Martino.
Dalle finestre del rifugio ammiriamo la neve che continua la sua danza romantica.

La pereti in legno aumentano la sensazione di tepore, che arriva come un bagno per l’anima.
I piatti di Martino, come sempre, sono delle vere opere d’arte e la zuppa di gulasch è una coccola angelica che avvolge il palato.

Venire a trovare Emanuela, Martino e Nicole, è sempre un piacere ma, ancora di più, è un’immensa gioia.
Nella loro casa si respira appieno tutto l’amore che vi hanno seminato e che, ogni giorno, continuano a seminare. Un amore autentico, il loro, per la montagna e per i legami affettivi.
Persone che hanno saputo costruire un tesoro di inestimabile valore, mantenendo la semplicità che li contraddistingue e che arriva direttamente al cuore delle persone.
La loro generosità è senza eguali, proprio come l’arte per l’ospitalità che custodiscono con cura e con passione, facendo scoprire ogni giorno la bellezza infinita della montagna e la sua magia.
E dopo aver gioito, ancora, grazie al magico gioco della neve abbiamo intrapreso la via del ritorno, con il ricordo di una nuova giornata memorabile nel cuore.



Il Rifugio Fuciade è un piccolo angolo di paradiso, in cui esprimere un desiderio e sapere che un giorno si realizzerà.
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